IL MERCATO CINESE
NOTE INTRODUTTIVE
CONSIDERAZIONI INIZIALI
La Cina è, anche dal punto di vista geografico, una grande nazione con aree del paese notevolmente sviluppate che, non di rado, sorprendono il turista occidentale abituato alle immagini del grande paese rurale di solo qualche decennio fa.
L' ampiezza del mercato e la presenza di tutte le maggiori multinazionali, in un certo qual modo, potrebbero, al primo approccio, mettere a disagio il normale uomo d'affari occidentale, tuttavia, molte aziende straniere, anche di piccole dimensioni, giocano, o possono giocare, un ruolo non marginale nelle economie locali ed approfittare delle impareggiabili opportunità se correttamente organizzate.
La qualità dei prodotti, la loro specificità, la tradizione e la professionalità degli imprenditori esteri sono spesso le caratteristiche vincenti di chi ha già investito con successo in questa grande nazione
Non bisogna, però sottovalutare gli aspetti economici e burocratici delle operazioni poichè ci si confronta, pur sempre, con un mercato dove le regole, molto spesso, sono improntate, giocoforza, con la logica delle grandi dimensioni.
IMPORTAZIONI DI PRODOTTI
In linea di massima non ci sono limitazioni alla importazione di prodotti nella Repubblica Popolare Cinese.
Come in Europa e nella gran parte delle nazioni vi sono però specifiche disposizioni che fissano requisiti, limiti e condizioni per l' importazione e la commercializzazione dei prodotti nel territorio cinese.
A tale riguardo regole particolari valgono per tutta una serie di prodotti di uso comune che, in qualche modo, potrebbero essere dannosi per la salute dei consumatori o per l' ambiente.
Questi prodotti, prima di essere commercializzati, devono aver ottenuto un apposito certificato chiamato CCC (China Compulsory Certificate), simile al marchio CE, che riconosca l' idoneita' del prodotto per la sua immissione sul mercato.
La procedura per ottenere tale certificato prevede una richiesta, presentata alle competenti Autorità di Pechino, con varie indicazioni fra cui il GB standard, ossia la conformità del prodotto allo standard fissato per tale prodotto dalle Autorità preposte alla loro identificazione e definizione.
Successivamente, il prodotto viene testato in laboratori cinesi autorizzati e viene effettuata una verifica, da tecnici incaricati dalle Autorità preposte, direttamente presso l' azienda o lo stabilimento produttivo del richiedente, in Cina o all' estero, per controllare i criteri e le modalità di produzione.
Nel complesso l' ottenimento del CCC è piuttosto oneroso ma è assolutamente indispensabile per poter commercializzare in Cina i prodotti per i quali è richiesto (e sono molteplici: dal vetro, ai prodotti elettrici, ai macchinari, ecc.)
Regole particolari valgono anche per la importazione di prodotti alimentari.
COMMERCIALIZZAZIONE
Solo di recente è stata liberalizzata l' attività commerciale all' ingrosso e al dettaglio nel territorio cinese anche per le imprese e gli operatori esteri.
Non ci sono particolari difficoltà burocratiche per avviare tali attività ma è indispensabile che venga rilasciata la relativa licenza dalle competenti Autorità locali.
La procedura di richiesta varia a seconda del modo attraverso cui si intende operare: tramite unità locale, tramite nuova società, tramite società mista.
Pe tali aspetti si fa rinvio a quanto illustrato nelle nostre note sugli aspetti legali.
In ogni caso per poter accedere alla licenza è necessario che il richiedente presenti un business plan dell' attività ed abbia la disponibilità del relativo immobile (attraverso contratto di locazione od acquisto) e che lo stesso sia adatto non solo per l' insediamento dell' attività ma anche per l' utilizzo da parte di una ditta straniera. Dal venditore o dal locatore viene rilasciato un' apposito certificato a riguardo.
Per quanto riguarda gli adempimenti amministrativi e fiscali connessi alla gestione si fa riferimento a quanto indicato sinteticamente nelle nostre note sugli aspetti fiscali.
Si segnala che quando la commercializzazione non e' occasionale e non avvenga tramite una specifica impresa o unita' locale dotata di struttura amministrativa e relative autorizzazioni, occorre che l'eventuale agente locale sia ad ogni effetto un' operatore economico plurimandatario regolarmente registrato per evitare che tale attivita' sia considerata comunque, a norma del comma 5 dell' art. 5 della Convenzione fra Italia e Cina sulla doppia imposizione, stabile organizzazione dell' impresa estera e che i relativi proventi, in quanto eventualmente non dichiarati e non assoggettati ad imposte nella Repubblica Popolare Cinese, vengano ritenuti oggetto di evasione.
ALTRI BUSINESS
Gli investimenti esteri non sono soggetti a particolari restrizioni sia per effetto della recente adesione al WTO sia per effetto dei vari accordi bilaterali sottoscritti con le varie nazioni (fra cui l' accordo Italia - Cina del 1985 relativo alla promozione ed alla reciproca protezione degli investimenti).
Lo straniero puo' liberamente acquistare, permutare, affittare, vendere proprietà mobiliari ed immobiliari (sempre nel rispetto della normativa ed ottenimento delle relative autorizzazioni, quando richieste). Con recente disposizione di legge e' stata introdotta una limitazione sull' acquisto di proprieta' di nuova costruzione da parte di cittadini stranieri, che e' consentita solo a chi risiede da almeno un anno in Cina. Tale restrizione, tuttavia, non si applica agli acquisti di proprietà cosidette di seconda mano ossia di proprieta' non vendute direttamente dal costruttore.
Le operazioni possono essere effettuate sia tramite società, anche estere, sia da privati investitori.
Gli utili annui o i guadagni delle singole operazioni possono essere regolarmente trasferiti all' estero, previo pagamento delle relative imposte.
Parimenti sono trasferibili all' estero anche i ricavati delle vendite o dei disinvestimenti operati, senza particolari limitazioni.
Non ci sono vincoli particolari per gli investimenti italiani rispetto a quelli fissati per i cittadini cinesi.
Per quanto riguarda le aree di business, oltre ovviamente allo sviluppo di attività produttive per il mercato cinese (in cui. anche a Pechino, vari imprenditori italiani sono già da alcuni anni impegnati), vi è ampio spazio sia per l' investimento immobiliare, soprattutto nelle grandi città come la Capitale, sia per l' investimento in attività imprenditoriali, anche attraverso l' acquisizione di imprese già esistenti che, per effetto di recenti politiche che mirano alla privatizzazione, sono progressivamente collocate sul mercato.
Sono aziende di vario tipo, non necessariamente di grandi dimensioni, e rappresentano certamente un' interessante opportunità per l' imprenditore straniero che vuole garantirsi un rapido ed adeguato ingresso nel mercato cinese.
Settembre 2006
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